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Affreschi-Exploring
Etruria è infatti una sapiente mescolanza fra le descrizione delle
aree nelle quali vivevano i nostri progenitori più antichi e le osservazioni
sulle attività degli attuali abitanti di quelle stesse aree.
Le grandi
manifestazioni di massa, religiose o laiche, che ripropongono spesso aspetti
della vita del passato, hanno la stessa dignità delle affascinanti descrizioni
delle mute aree archeologiche cosi come pari dignità hanno fatti che riguardano
gli Etruschi d’oggi, come la storia della mamma più anziana del mondo che
vive a Canino, o le avventure di Omero Bordo, il tombarolo pentito di Tarquinia,
o le autobiografiche disavventure burocratiche dell’autrice nella corsa ad
ostacoli per restaurare la sua parte del palazzo a Vetralla, dove vive.
Le
vicende importanti del passato sono raccontate come storie familiari di ciascuno
rendendole così a misura d’uomo attuale, vivente, e quindi comprensibili e
degne di interesse. Complimenti.
Nel
libro il tono del racconto è quello del rendiconto di un viaggio in una realtà
sconosciuta ed è simile a quello dei libri di viaggio del passato.
Ecco perché
sono venuto a presentare e a consigliare vivamente questo libro. Un libro che
nella migliore tradizione della divulgazione si basa su dati precisi e non su
parole e su leggende, una qualità rara che fra tanta irrazionalità avanzante
da tutte le parti e pecorescamente accettata da sempre più gente, non può che
essere apprezzata e incoraggiata.
Dati non solamente forniti dalla storia o
dalla geografia, ma anche da solidi ristoranti, confortevoli letti e pregiate
vinerie con indicazioni precise di come arrivarvi in treno, in auto, a piedi.
Dati comunque sempre da verificare di persona e con cura e sempre, ovviamente,
per fini strettamente culturali legati direttamente alla tradizione godereccia
degli antichi Etruschi.
Giangi
Poli , personalità TV e scienziato, presentazione a Palazzo Orsini, Bomarzo
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La
lettura di questo loro agile libretto, per chi abbia la fortuna di conoscere
l’inglese, naturalmente, abbia da insegnare a noi italiani molto più di
quanto non sappiamo sulla Tuscia per il fatto puro e semplice di esservi nati o
di abitarvi o di esserne magari da anni pendolari per lavoro.
In
effetti per prima cosa devo congratularmi con i nostri amici per la loro vasta
erudizione, per la quantità di conoscenze storiche e culturali sull’Alto
Lazio da loro accumulata e maneggiata con grande scioltezza e capacità
divulgativa.
Ma soprattutto non posso fare a meno di sottolineare che tale
faticoso percorso di conoscenza, che a partire da una condizione di
“stranieri”, nel senso anagrafico di non-nativi dell’area, li ha portati a
esservi completamente integrati e anzi punti di riferimento di esperienze e
iniziative, è evidentemente motivato e sostenuto da un grande amore per questa
terra, da una grande passione per l’Italia in generale, e anche da un grande
spirito di tolleranza per le nostre debolezze, di cui non possiamo che
ringraziarli.
E’
forse tale qualità poliforme, riscontrabile a molti altri livelli, che
trasforma questo lavoro da mero “handbook” in vero e proprio libro di
viaggio: ad esempio, all’interno dei saggi, il sapiente mèlange di storia e
cronaca contemporanea, che affianca ottimi excursus su episodi,
personalità, famiglie e monumenti più o meno noti del passato e il racconto
delle vicende di Rossana Della Corte, la mamma più anziana del mondo residente
a Canino, o di Donna Giada Ruspoli, che ha trasformato la proprietà del
castello di famiglia a Vignanello, e l’intera cittadina, in fruttuose imprese
turistiche o di Omero Bordo, tombarolo pentito di Tarquinia.
E’
d’altronde il richiamo alla contaminazione tra arti diverse e cioè tra modi
diversi di guardare e di rappresentare la realtà e già nel titolo, nella
scelta di raggruppare le descrizioni verbali secondo una modalità dell’arte
pittorica alla pari dei contributi visivi che corredano la pubblicazione,
fotografie e disegni, alcuni molto belli. “Affreschi” è stato certamente
suggerito dal ritrovamento dello stupendo affresco rappresentante Vetralla
intorno alla metà del 1700 nella Villa Balestra di Viterbo, i cui colori e le
cui tonalità sembrano per altro riecheggiate in alcune fotografie della
campagna altolaziale a firma di Mary Jane contenute nel libro.
Ma di una certa
staticità cui è banalmente collegata la tecnica, tipicamente medievale,
dell’affresco, questa raccolta di quadri non risente affatto, perché il suo
vero spirito è quello caratteristico di una civiltà perennemente “on the
move” come quella americana e che ben è precisato nella seconda parte del
titolo: “Exploring Etruria”.
Prof.ssa
Alba Graziano, Università della Tuscia - Seminario su Viaggiatori nella Tuscia
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