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Bonaparte
o buonadonna….? Letizia
Bonaparte Wyse
È
andata all’asta recentemente presso la Whyte’s Auctioneers di Dublino
una collezione di manoscritti appartenete alla famiglia Bonaparte Wyse di
Waterford. Sono state pagate
piu di 100,000 euro per la collezione
di 34 lotti di lettere e documenti che possono aiutare gli storici
a svelare la vita frenetica di una delle più irrequiete discendenti dei
principi di Canino, Luciano e Alexandrine Bonaparte.
Letizia
era una delle 9 figlie di Luciano, nipote di Napoleone Bonaparte,
ma rimane quasi una sconosciuta negli annali storici e anche nella
recente biografia di Luciano la figlia “ irlandese” è appena menzionata.
La
possiamo vedere ritratta bambina all’età di 11 anni con la madre
Alexandrine e gli altri fratelli e sorelle nel bellissimo disegno a matita
“Portrait group of the Lucine Bonaparte Family” (1815)
di Ingres oggi proprietà del Fogg Art Museum di Harvard .
Letizia
ha molti legami con Viterbo e la Tuscia a cominciare dal busto-ritratto di
Duprè in
marmo che il visitatore nota appena entrato nel Museo del Colle del
Duomo a Viterbo. La principessina passa la giovinezza fra Frascati, Canino
e le proprietà dei Bonaparte nella campagna di Vulci e Musignano dove i
genitori erano felicissimi di riempire le casse vuote della famiglia con
gli introiti provenienti dalla vendita di vasi ed altri oggetti etruschi
trovati nei loro terreni. Sfortunatamente alla morte di Luciano le proprietà dove poi
si scoprirà la tomba
Francois erano già state
vendute alla famiglia Torlonia.
A
ha soli 16 anni Letizia si sposò con il gentiluomo irlandese Thomas Wyse
ed il padre le diede in dote alcuni gioelli di famiglia e la palazzina
conosciuta come il Casino di Viterbo appena fuori Porta Fiorentina,oggi
Hotel Nibbio .
Dopo
la nascita del primo figlio di Letizia e Thomas Wyse, Napoleone,
conosciuto come Nappo, Letizia fù accusata (giustamente o no?) di
infedeltà e rinchiusa nel convento di Santa Rosa per otto mesi per
riflettere sulle sue supposte
colpe e anche per assicurare la famiglia che non fosse incinta di qualcun
altro.
Nel 1825
quando uscì dalla sua prigione presso le suore partì per l’Irlanda
insieme al marito. Arrivati a Waterford, Thomas si concentrò sulla sua
vita politica mentre Letizia,
a 21 anni, diede alla luce un secondo figlio, William.
Mentre la carriera di Thomas cresceva e lui diventava membro del
parlamento, il suo matrimonio con Letizia crollava.
La bella e stravagante principessa diventò un imbarazzo per il
marito irlandese per il resto della sua vita ma lui non divorziò da lei
nonostante avesse avuto tre figli da altri uomini. Il brillante ma serio
Thomas non bastava per una principessa francese cresciuta nel caldo clima
italiano ed entro un anno era già a Londra, lasciando a Waterford
marito e figli e facendo parlare di sè per la sua vita sregolata e
brillante. Tre anni dopo inscenò un suicidio buttandosi nel laghetto di
un parco dalla quale venne ripescata da colui che sarà per molti anni il
suo amante-convivente, il Capitano Studholme John Hodgdson
.
Passarono
tre anni e venne alla luce una figlia che verrà chiamata
Studolmina-Maria la quale, come Letizia, aveva un carattere molto
vicino a quello della zia, la bella Paolina Bonaparte, Principessa
Borghese. Come la zia furono conosciute per la loro avvenenza e personalità
ma oltre alla bellezza avevano
una certa “leggerezza “ morale .
Negli
anni che seguirono la sua nidiata di figli aumentò ed insieme al compagno
di turno e vari amici girò nei vari paesi e capitali europee
mentre il marito Thomas Wyse continuò la carriera diplomatica come
membro di parlamento e ambasciatore
britannico ad Atene.
Ogni
tanto i coniugi Wyse-Bonaparte si sentivano ma solo per i vari
imbrogli e cause in cui venivano
invischiati anche Cardinali e vescovi. Le richieste di soldi da
parte di Letizia e i suoi figli (veri e presunti) tuttavia continuarono.
Mentre Wyse era ambasciatore
inglese ad Atene Letizia lo importunò e Studholmina-Marie mandò i conti
dei vestiti comprati usando il suo nome a Parigi.
Nappo e suo fratello William sono gli unici figli che Wyse
riconobbe come suoi. Il primo fin da adolescente mostrò evidenti segni di
schizofrenia causata dalla solitudine sofferta da bambino mentre il
secondo diventerà conosciuto come esperto della lingua provenzale e come
storico di questa famiglia complicata.
Molto
del materiale dall’ archivio di famiglia Wyse è adesso nel museo di
Waterford in Irlanda ma nel passato si diceva che non si poteva comprare
un pesce a Waterford senza trovarlo incartato in lettere o
manoscritti della famiglia Wyse.

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