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La dea Demetra
–Protettrice dell’ambiente e il Paesaggio
La
notizia della scoperta di un tempio etrusco
intatta nelle campagne
di Vetralla ha
suscitato
molto interesse non
solo fra gli archeologi italiani ma anche
dall’estero.
Il
sito,di un fascino senza tempo, è stata ben protetta durante gli ultimi 2 millenni e solo adesso riappare alla luce per
affascinare l’uomo moderno e
ricordargli della preziosità
del paesaggio.
Il bosco e le roccia
che circondano il tempio emanano ancora oggi la
sensazione di sacralità anche
se il sito è circondata da
filo spinato per proteggere i scavi.
Gli
Etruschi avevano il
senso del sacro dell’ ambiente
dove si
svolgevano i loro riti .
Nell’passato
come nei tempi attuali, il paesaggio
deve essere considerato come
un bene architettonico da
godere e anche proteggere
per poi passarlo alle
future generazioni.
Il
tempio ritrovato è situato in
un luogo facilmente
difendibile, quasi inaccessibile, nascosto nella macchia verde,
fra Vetralla, Blera e Villa S. Giovanni.
Usando il motore di ricerca
Google Earth questa macchia verde è chiaramente visibile
….
La
presenza di un tempio dedicato alla dea della terra, dei cereali, della
fecondità è stato
dimenticato per quasi due millenni,
ma la toponomastica
“sacrale” della zona
è rimasto attraverso i secoli, un
segno della
vocazione speciale del posto.
Da
tempo immemorabile la
zona è conosciuto come “Bagno
Sacro” e
anche oggi esiste un bellissimo
fontanile coperto dall’edera , dove
i contadini prima e durante
la guerra venivano a prendere acqua per casa
e per fare l’acqua cotta.
Stranamente l’acqua veniva e scompariva, guadagnando al fontanile
il nome Fontana
Asciutta. Un altro esempio della continuità della sacralità del posto.
Uno delle case vicino è un antico monastero con camino recante la data
1649. Nelle spesse mura ci
sono piccole aperture usato per spiare
chi arrivava e, se necessario, per usare il fucile.
Localmente si racconta
di un contadino che
circa 100 anni trovò una sciabola d’oro nei pressi
e con il ricavato si
fece un casale chiamato, ovviamente, Casale
Sciabolino. I ruderi sono ancora visibile oggi
vicini al tempio
ritrovato. I discendenti di quel contadino portano ancora il sopranome
“Sciabolino” .
Il
reperto più importante trovato
all’interno del tempio è una statua
in terracotta della dea madre, Demetra.
Di una bellezza e
importanza comparabile
ai cavalli alati di
Tarquinia, la dea seduta sul trono reca
nelle mani i simboli della sacerdozio. E’ per Vetralla,insieme ai
numerosi ex-voto in terracotta degli organi riproduttivi maschili e
femminili,
un segno dell’importanza
del posto, scelto dagli Etruschi per
onorare la vita
.
E
anche un monito di fermare
gli attacchi all’ ambiente e al paesaggio, di fermare le discariche,
il disboscamento, gli
incendi dolosi che precedono la speculazione edilizia e
la distruzione dell’ambiente e il paesaggio.
E’
come se la dea si è
fatto riscoprire dopo 2500
anni per dirci “alt
…questo bosco non si tocca”.
Dobbiamo ritornare ad
apprezzare l’ambiente ancora intatta di Vetralla e dintorni come un bene
sacro e inalienabile
.
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