La storia inglese
di Vetralla
Mary Jane Cryan
Copyright 2001
Vetralla,
a un’ora a nord di Roma e dal porto di Civitavecchia, è una ridente
cittadina del Lazio settentrionale conosciuta soprattutto per l’eccellente
olio d’oliva, e alcuni affascinanti siti Etruschi. E‘ anche l’unica città
in Italia e forse nel mondo che può vantare la protezione della corona
inglese da quasi 500 anni. Ci sono centinaia di lettere conservate negli
archivi del Castello di Windsor che documentano la corrispondenza fra i
re cattolici inglesi (Tudor e Stuart ) ed il comune di Vetralla nei
secoli.
La protezione della
corona inglese è continuata attraverso i secoli nonostante le incursioni
degli Spitfire durante la guerra nel 1944. Si vedono su alcuni edifici i
danni causati da questi bombardamenti e poco lontano le baracche del
campo dove aviatori inglesi e ufficiali americani furono tenuti
prigionieri.
Il visitatore
inglese si sentirà subito a casa per via dello stendardo della città - la
croce di San Giorgio- adottato nel 1783 in deferenza agli antichi legami
con l’Inghilterra.
Invece di documenti
cartacei, a Vetralla sono rimasti monumenti scolpiti che mostrano la
storia inglese della città.
Il primo monumento
marmoreo si trova sullo scalone del Palazzo Comunale e reca le armi del
Papa Giulio II della Rovere (1503-13) affiancato dagli stemmi dei
personaggi inglesi più importanti dell’epoca.
Infatti, alla sinistra dello stemma papale c’è quello del re d’Inghilterra
e Francia, Enrico VIII Tudor. Il giovane monarca cattolico aveva 21
anni nel 1512 ed erano passati tre anni dalla sua ascesa al trono e dal
suo matrimonio con Caterina d’Aragona, vedova del fratello maggiore .
Lo scudo è sostenuto
sulla destra da un drago (gules o rosso) e alla sinistra un
levriero con collare rosso (greyhound argent collared gules), gli
stessi sostegni delle armi di suo padre, Enrico VII. Più tardi, il
levriero sarà sostituito con un leone (lion guardant and imperially
crowned or).
Il terzo stemma è
sormontato da una croce e da un cappello cardinalizio e sotto le lettere
CHRI. CARD .ANGL. (Christopher, Cardinale, Inglese). Una rarità nel mondo
dell’araldica perché reca scoiattoli sejunt (seduti) in due dei
quarti.
Il misterioso Cardinale inglese è Christopher Bainbridge, Arcivescovo di
York, che venne in Italia nel 1493-4 per studiare legge a Bologna poi nel
1509 come Ambasciatore d’Enrico VIII. Nell’anno seguente fu nominato
Rettore dell’Ospizio inglese adesso chiamato il Venerabile Collegio
Inglese sito ancora oggi a Via di Monserrato, il più antico istituto
inglese fuori delle Isole Britanniche.
Nel 1511 fu nominato
cardinale da Papa Giulio II e gli fu assegnato la giurisdizione su
Vetralla.
Giulio II aveva
molto a cuore il Viterbese e certamente passa per Vetralla tutte le volte
che si reca a Viterbo. Nel 1510 il Papa-Guerriero è a Viterbo dove il 27
agosto passa in rivista le truppe papali schierate.
Il Cardinale
Bainbridge è un’importante figura nel delicato gioco di potere che si
svolge fra l’ Inghilterra, Venezia, il Papato e la Francia.
Sono tempi molto
fluidi, con alleanze e accordi segreti, leghe, promesse di matrimonio fra
case regnanti fatte e poi ritirate e con ben due concili contrapposti.
Giulio II apre il Concilio Lateranense a maggio 1512 e il Cardinale
Bainbridge è l’unico prelato inglese presente alla prima sessione. Fra
altri intrighi il Papa voleva anche dichiarare che il trono del re di
Francia era vacante e la corona sarebbe stata trasferita ad Enrico VIII
d’Inghilterra. Questo rimase solo un abbozzo e pochi contemporanei seppero
di questa trama, ma il fatto che nella stessa estate Giulio II fa erigere
gli stemmi del re (di Inghilterra e Francia) e quello del
Cardinale-Ambasciatore insieme al suo a Vetralla è sintomatico.
Il
Cardinale Bainbridge vive a Roma a Palazzo Orsini (adesso Palazzo Braschi)
fino alla sua morte. Prima di lui ci viveva il Cardinale Carafa, già
patrono dei volumi annuali delle pasquinate associate con la statua di
Pasquino fuori del palazzo. Per questo motivo le armi del Cardinale sono
stampati sulle copertine dei volumi delle pasquinate dal 1511 al 1514.
Nel 1514, anno in
cui Enrico VIII annunciò il matrimonio di sua sorella Maria Tudor con
Luigi XII, rompendo accordi già fatte con Carlo di Lussemburgo, il
Cardinale Bainbridge fu avvelenato dal suo camerlengo, Rainaldo da Modena,
forse su ordine del nemico- il Cardinale Wolsey.
Il bellissimo
monumento funebre di Bainbridge, attribuito a Nicola Marini, può essere
ammirato nella Chiesa di S. Tommaso di Canterbury del Collegio Inglese. La
testa con la mitra riposa su due cuscini damascati e il letto funebre è
sollevato da due leoni. Lo stemma del Bainbridge con i due scoiattoli è
scolpito al piede del monumento.
Un altro personaggio
reale inglese che ha avuto contatti stretti con Vetralla è Henry Stuart,
Cardinale, Duca di York e ultimo discendente della famiglia Stuart (chiamato
Enrico IX dai royalisti) il cui busto-ritratto veglia sui consigli
comunali dall’alto di una nicchia nella Sala Consiliare del Comune di
Vetralla dal 1802.
Il Duca di York,
nato a Roma, entrò giovane nella carriera ecclesiastica diventando
Cardinale nel 1747 e protettore di Vetralla nel 1776 quando poté
intercedere per salvare la foreste di Monte Fogliano dalle pretesi dei
vicini paesi.
I diari di viaggio
del Cardinale Enrico Stuart costituiscono la base per il libro
“Travels to Tuscany and Northern Lazio “ (clicca
qui per ordinare una copia 12
euro) che
è stato presentato alla Biblioteca degli Uffizi a Firenze e all’Università
di Oxford. Contiene descrizioni di Vetralla, Viterbo, Orvieto, Pisa,
Bologna, Firenze e le altre città visitate dal Cardinale Stuart durante
gli anni 1763-1776.
(note e bibliografia
disponibile
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l’autrice)