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Garibaldi’s
Blue Jeans
Il 13 settembre
1869, mentre Garibaldi tentava l'impresa di rendere l'Italia un unico
paese, un corrispondente inglese del London Times scriveva:
“Ho
avuto la mia prima intervista con il disinteressato ed
eroico liberatore d’Italia vestito di una camicia rossa , un paio
di pantaloni jeans e vecchi stivali. Il più
grande patriota dai tempi di Washington pettinava, in piedi davanti allo
specchio, i suoi lunghi, fini
capelli ”.
Ricordiamo
che questo patriota era originariamente un capitano di mare ligure
che vestiva, come i suoi colleghi, pantaloni
di una tela indistruttibile chiamata
“blu di Gene”, blu di Genova, da cui il nome “blue jeans”.
Garibaldi
era anche lo sponsor (senza saperlo)
d’altre mercanzie, specialmente in Inghilterra dove le signore
usavano camicie simili alle Camicie Rosse e chiamate “Garibaldis”.
Esistevano fermacravatte Garibaldi per gli uomini
mentre l' "Illustrated London News" promuoveva il
libro “Memories of
Garibaldi” di Dumas, “ una
lettura perfetta per la spiaggia o il treno".
L’amore
degli inglesi per i souvenir uniti alla loro adulazione per il bel
Generale, specialmente dopo l’inaspettata invasione
della Sicilia nel maggio del 1860, fece nascere centinaia di
oggetti commemorativi anche se non sempre di buon gusto.
Insieme
alle figure Staffordshire di Garibaldi a cavallo, c’erano foulard di
seta Garibaldi e segnalibri con ritratti. C'erano profumi che portavano il
nome dell'eroe e lo descrivevano come
“irresistibile”. C’erano dolci conosciuti come “palle di
Garibaldi” e biscotti
“Garibaldi” prelibatezze con uva secca che si possono gustare ancora
oggi in tutta Europa.
Garibaldi era
talmente popolare in Inghilterra che la rivista satirica “Punch” lo ha
sempre trattato con rispetto e riverenza, a differenza di altre figure
Risorgimentali come
Pio IX che era visto come un
vecchio bavoso con la tiara a sbilenco, Napoleone III disegnato con scarpe
rotte e vestiti rattoppati e Re Ferdinando II di Napoli il quale era rappresentato
all’Inferno in una caricatura pubblicata
subito dopo la sua morte.
Qualche
volta perע quest’idolatria
diventava quasi una persecuzione come si narra in questo estratto di un
diario inglese:
“Alcune
signore che volevano un’intervista con lui piש
tardi all’Hotel d’Angleterre gli chiedevano baci e ciocche di capelli
come ricordo. Il Generale Turr, di guardia
a Garibaldi, sembrava spazientito mentre l'eroe, con un pettine, preparava
i boccoli".
La
moda per Garibaldi ha prodotto inoltre innumerevoli poesie in onore del
bravo generale. Fra queste i “Poems
before Congress” di
Elizabeth Barrett Browning composte nella quiete di Casa Guidi dove
l'autrice, considerata come un importante punto di riferimento per la
situazione italiana, riceveva le visite di numerosi britannici. Alfred
Lord Tennyson mostrava il suo rispetto e l'amicizia per Garibaldi nei “Memoirs”,
ricordando la visita del generale presso l'Isola di Wight durante la quale
i due piantarono un pino.
In netto contrasto
a quest’idolatria degli inglesi troviamo le poesie e ballate
pubblicate sui
giornali irlandesi dell’epoca. In
una ballata spiritosa il
generale italiano viene rimproverato per essersi contrapposto al Papa, implicando che tutti i suoi guai (la morte d’Anita,
la ferita d’Aspromonte e l’esilio a Caprera) fossero dovuti a
questa ragione.
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