Tuscia
sempre più conosciuta grazie alla scrittrice americana-irlandese
Emanuele
Usai
“Totem” 2004

“Travels
to Tuscany and Northern Lazio,” un testo riccamente illustrato con
foto, mappe degli itinerari, stampe antiche e acquarelli dell’artista Justin
Bradshaw, riporta i diari di Viaggio del Cardinale Duca di York in Toscana e
nella Tuscia nel periodo che va dal 1763 al 1776. Un vero e proprio “on the
road” del ‘700, come ama definirlo l’autrice stessa, che fa pensare ad
una curiosa coincidenza: Mary Jane Cryan è nata, infatti a Lowell,
Massachusetts, stessa città natale di Jack Kerouac, lo scrittore di “On the
Road”, e proprio on the road potremmo definire la vita stessa della Dott.ssa
Cryan come abbiamo scoperto nell’intervista che ci ha rilasciato:
D: Il suo
ultimo libro tratta dei diari di viaggio del Cardinale Henry, duca di York e
vescovo di Frascati. Perché ha deciso di interessarsi a questo duca,
sconosciuto ai più prima del suo libro?
R:
Trasferendomi a Vetralla, nel 1993 ho notato il busto di un cardinale, che ho
scoperto essere stato scolpito da Agostino Penna…nella Sala Consigliare del
comune e nessuno poteva spiegarmi perché era lì. Il fatto che nel Palazzo
c’era anche lo stemma datato 1512 del re inglese Enrico VIII e del
“misterioso” cardinale inglese, che poi si è rivelato essere il Cardinale
Christopher Bainbridge , ambasciatore di Enrico VIII presso la Santa Sede, ha
stimolato ancora di più la mia curiosità.
D: Quanto è
durato il suo lavoro di ricerca?
R: Circa tre
anni e tre viaggi a Londra.
D:
Dove si è
svolta la sua attività di ricercatrice?
R:
Principalmente a Londra nella British Library dove ho scoperto i 36 volumi
manoscritti del Cardinale Stuart. Le lettere riguardanti Vetralla provengono
dal Castello di Windsor.
D: Quali sono
le principali scoperte che ha fatto, e di quale tra queste è più contenta?
R:
Il fatto che la storia europea ed internazionale di questa zona è riemersa
dal dimenticatoio dei secoli. Vetralla era un protettorato della corona
inglese dal tempo di Enrico VIII e la città di Vetralla era molto legata ai
regnanti inglesi. Avevano dimenticato questi fatti di 500 anni fa perché qui
non c’era più traccia negli archivi.
D: "Travels
to Tuscany and Northern Lazio" è pubblicato in inglese con
l’originale italiano in appendice, qual è stato il motivo di questa scelta?
R: Ho fatto
la trascrizione e la traduzione dall’italiano all’inglese di tutti gli
originali perché i miei lettori sono maggiormente di lingua inglese, ma ho
creato anche un’appendice con gli originali documenti in italiano per fare
un omaggio agli studiosi italiani. La bibliografia è di tipo nuovo: oltre ai
libri e ai manoscritti in inglese e italiano c’è un elenco di oltre 40 siti
web per approfondire gli argomenti.
D:
Chi pensa che sia l’acquirente tipo di "Travels to Tuscany and
Northern Lazio", e a chi è indirizzato questo libro?
R: Studiosi
d’arte, appassionati di viaggi, di storia e tutti quelli che si chiedono
“Com’era la mia città nel passato?”. Inoltre una copia è stata mandata
anche al Principe Carlo d’Inghilterra (e ha risposto con una bella lettera
di ringraziamento) in ricordo dei contatti storici che legano la Tuscia e
Vetralla in particolare, con la corona inglese.
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Il
libro è basato sulle descrizioni dei viaggi intrapresi nella seconda metà
del 18° secolo dal Cardinale Henry Stuart, Duca di York. Nelle estati del
1763 e 1764 il Cardinale ed il suo seguito passarono 50 giorni girando per le
varie città toscane - PISA, SIENA, LUCCA, FIRENZE, sconfinando a Bologna -
dove
ammiravano palazzi, giardini e collezioni di rarità.. Poiché il Cardinal -
Duca era un gran collezionista d'arte e di libri, sono elencati
dettagliatamente i quadri, le sculture, le biblioteche e le iscrizioni latine
viste durante le peregrinazioni.
Nell'ottobre
del 1776 il Cardinale fù per due settimane ospite del Vescovo di Viterbo e
visitò tanti siti della Tuscia: Bagnaia, Montefiascone, Vetralla, Ronciglione
, Caprarola, Civita Castellana e Orvieto . Oggigiorno questa "guida"
rappresenta un elenco dettagliato e preciso dei Beni Culturali della nostra
zona. Il lettore può confrontare la realtà di quel tempo con quella attuale.
“...molto
chiara ed evocativa…avvicina il pubblico a un resoconto di viaggio finora
inedito, e per di più lo fa rivolgendosi a lettori inglesi e italiani al
contempo, riportando il diario in lingua originale e in traduzione… un
ottimo lavoro… il libro è davvero una rivelazione e sono certo che
risulterà illuminante non solo per i viaggiatori curiosi - categoria che
trarrà grande piacere da queste pagine - ma anche per gli storici."
Prof.
Maurizio Ascari, Università di Bologna